venerdì 23 dicembre 2011

LA LEGA E' TORNATA..


Finalmente dopo 10 anni di circo, in cui faceva il servo del padrone in Parlamento e poi cavalcava l'onda della protesta al nord, la lega nord può tornare nel suo tanto amato parlamento padano.

Ora autorizza le intercettazioni dell'ex ministro Romano - Qualche mese fa gli votava la fiducia!

Ora chiede l'asta per le frequenze televisive - E' stato il governo di cui facevano parte a volerle regalare a rai e mediaset!

Ora vogliono l'obiezione di coscienza contro l'IMU - L'IMU è stata creata e pensata per sostenere il progetto federale del ministro Bossi.

Ora vogliono sviluppo e posti di lavoro - Prima apprezavano trmonti che teneva i conti in ordine...e trascurava le manovre per la crescita.

Dopo aver messo in ginocchio il paese ora cercano di recuperare consenso ostacolando chi con difficoltà sta cercando di raddrizzare la situazione.

Non credo che gli italiani siano così ciechi.

TRECENTOQUARANTAMILAVOLTE.....


Trecentoquarantamila euro + cinquemila euro mensili è quanto spetta a Franco Nicoli Cristiani per essersi dimesso dal Consiglio Regionale Lombardo dopo sedici anni e quattro legislature. Ma vi sembra corretto e abbia senso che una persona che ha l'onore di sedere nei banchi del Consiglio e beccarsi un lauto mensile da diecimila euro ( che in sedici anni fa 2 milioni di euro), debba aver diritto anche alla liquidazione? Non capisco neanche il vitalizio mensile (che si aggiunge alla pensione dei comuni mortali) figurarsi una buona uscita che raggiunge cifre da capogiro.

Se queste cose normalmente mi disgustano, capirete la difficoltà di trovare aggettivi non volgari quando ad aver diritto a questo trattamento è una persona che ci ha governato per sedici anni, per due volte assessore all'AMBIENTEattualmente in carcere per aver accettato denaro(non se ne ha mai abbastanza) da un imprenditore che seppelliva rifiuti pericolosi sotto le nostre strade. Sporcava la nostra terra. Inquinava la nostra acqua.
Un reato gravissimo. Che ricorda la barbarie dei rifiuti industriali seppelliti in Campania. Dove la terra ora da prodotti inquinati. Dove la gente mangia e beve diossina. Dove la gente si ammala a causa della diossina.

Bravo Nicoli. a mai più arrivederci.

mercoledì 7 dicembre 2011

mancano equità e novità...


Caro professor Monti dobbiamo sicuramente ringraziarla per la sua disponibilità a guidare il nostro Paese in questo momento così drammatico, lasciata dal precedente Governo in condizioni tragiche. Grazie al suo impegno e a quello del Presidente Giorgio Napolitano ci sentiamo un po' rincuorati. Anche se devo dire che la situazione, come Lei ce la descrive, è peggiore di quanto credavamo.

La manovra economica proposta è di conseguenza molto dura e pesante per le famiglie e i lavoratori. Sicuramente non possiamo dimenticare che giustamente si sono cancellati i tagli previsti dalla manovra precedente alle deduzioni e detrazioni fiscali (figli a carico-scuola-mutui-spese mediche-etc), ma ci aspettavamo più equità.L'IMU sulla prima casa deve prevedere sgravi maggiori per le famiglie bisognose. L'indicizzazione delle pensioni non può essere sospesa per chi già fa fatica ad arrivare a fine mese. I capitali scudati tassati finora al 4% devono pagare almeno altrettanto.Almeno!.Qualcosa va pensato anche per rendere più graduale lo scalone pensionistico per chi era vicino alla pensione e ha lavorato più di 40 anni.

E poi ci aspettavamo alcune novità: liberalizzazioni, abolizioni degli ordini, meno spese militari, prevedere l'IMU anche per gli immobili commerciali della Chiesa e una gara seria per le frequenze TV che può fare incassare più di 10 miliardi di euro.

Tanto lavoro ancora L'attende anche dopo l'approvazione di questa manovra. Lei sa benissimo che la maggior parte dei cittadini italiani e il Partito Democratico si fida di Lei e la sosterrà convintamente. Ma faccia di tutto per garantire sempre e comunque il principio fondamentale che chi ha di più deve dare di più. Si chiama giustizia sociale.

a.c.

sabato 12 novembre 2011

SCARICA BARILE


Lega e pdl e loro rappresentanti non sono responsabili di niente. Colpa dei mercati, della crisi sempre negata, dell'opposizione irresponsabile. Questi i principali imputati di questi ultimi 10 anni di Governo che non lascia nulla di buono al paese.
Il più gettonato comunque è sempre il debito pubblico. E' lui che ha condizionato i mercati, che ha impedito la crescita, che ha distrutto tutto il buon lavoro di queste brave persone che si sono date da fare per il bene dell'Italia. E allora vi propongo questo grafico che descrive l'andamento del debito pubblico negli ultimi dieci anni. Era a 1350 mld di euro nel 2001 all'inizio del Governo B per chiudere nel 2006 a 1600 mld. poi un paio d'anni Prodi 1650 mld e dal 2008 ad oggi fino a 1900 mld. Cioe' in 8 anni di Governo Berlusconi il debito è cresciuto di 500 mld di euro. 500 mld e' il debito che austria-irlanda-norvegia tutte insieme hanno creato nella loro storia. da 1350 mld è un + 35%. Grazie Silvio. Ci lasci in difficoltà. ma senza di te staremo meglio e forse smetteranno di ridere di noi. Ora però vai a dimetterti. Il grande Giorgio ti aspetta.

la lega all'opposizione


finalmente al posto che meritano. è incredibile come la lega abbia potuto occupare per 10 anni le poltrone romane del Governo, e allo stesso tempo essere il partito di protesta, che condannava la politica, il potere.
Saranno all'opposizione. A contestare tutti i provvedimenti coraggiosi che dovrà prendere il prossimo Governo Monti. A fare la cosa più facile. Che nasconderà l'inettezza dimostrata in 10 anni di potere durante i quali non hanno fatto nulla nè per l'Italia nè per il Nord. Se cerchiamo qualche provvedimento troviamo la legge porcellum, l'approvazione delle leggi ad personam, la legge mancia, i ministeri(già chiusi) a Monza. Niente altro. Non hanno saputo essere costruttivi, perchè ne sono incapaci. Faranno la cosa più semplice che non richiede grandi capacità. Cavalcheranno l'antipolitica, saranno critici su tutto e su tutti. Speriamo che la gente non si faccia ancora prendere in giro.

martedì 8 novembre 2011

LA RABBIA E L'ORGOGLIO


Anche oggi il Presidente del Consiglio è riuscito a farmi arrabbiare. Da mesi ormai la maggioranza era chiaramente incapace di governare il paese e di legiferare in Parlamento. Eppure si è andati avanti senza far nulla. L'importante era restare lì, negando la crisi fino all'ultimo, raccontando di ristoranti pieni e hotels affollati.
Gli ultimi giorno sono stati tremendi. Defezioni dei suoi parlamentari, richiesta di fare un passo indietro anche dai fidati Paniz, Stracquadanio, Verdini, Letta e Bossi.
Mercati finanziari che ci hanno messo in ginocchio. Strapazzati dagli investitori internazionali.
Eppure il Presidente accoglie in piena notte una "amica" ad Arcore. Poi pranzo con i figli per decidere delle dimissioni. Tanto per far capire quanto i suoi interessi azindali lo leghino alla poltrona. Chiede di vedere in faccia i suoi traditori.
Oggi li ha visti bene...se li è segnati tutti 8 sul taquino. 321 contro voti di lui e solo 308 a favore. Sa le al Colle. Non può far altro che dimettersi. Invece no! Colpo di scena! Si dimette dopo l'approvazione della legge di stabilità. Ma se nemmono è pronto il decreto?! Ma che indirizzi vuoi dare se sei deleggittimato e se più nessuno ti ascolta?! Vuoi tirarla lunga ancora un mese per saltare qualche udienza in tribunale?!
Ogni giorno che è passato negli ultimi due mesi è costato molto non solo finanziariamente , ma soprattutto dal punto di vista della credibilità. Siamo stati derisi, emarginati, dileggiati. Ancora una volta la gente per bene che ama questo Paese ha sofferto l'ignoranza e il cieco orgoglio del suo Premier.
Non so cosa ci aspetta. Spero tanto che i prossimi anni restituiscano all'Italia e ai suoi cittadini l'onore che meritano. Lasciando alle spalle tutta questa rabbia.

sabato 17 settembre 2011

VERGOGNA!


FORMIGONI:PRIMA LE FIRME FALSE ED ORA REGALONI PER TUTTI GLI AMICI. Pubblichiamo questo dossier di "Repubblica" che fa capire come affronta la crisi il governatore della Regione Lombardia

I sottosegretari d'oro di Formigoni
un milione e mezzo di euro all'anno

In tempo di crisi, ecco le nuove figure introdotte dalla Regione Lombardia. Sono quattro
e si occupano di cinema, Expo, territorio e ricerca. L'opposizione: uno spreco da abolire

Sono quattro e ogni anno costano ai lombardi circa un milione e mezzo di euro. Sono i sottosegretari di Roberto Formigoni. In tempi di crisi, si concentra su di loro l’accusa dell’opposizione di centrosinistra che da tempo chiede di tagliare anche in Regione i costi della politica. Previsti dal nuovo statuto, che ha copiato l’idea da Calabria ed Emilia (però ne hanno solo uno), i sottosegretari del governatore guadagnano come i presidenti di commissione. Compreso lo staff, ciascuno costa 184mila euro l’anno.

Questi “magnifici quattro” costano ogni anno alle casse del Pirellone circa un milione e mezzo di euro, hanno diritto a una segreteria composta da un responsabile e tre addetti. La maggioranza di centrodestra aveva deciso di concedere loro anche il vitalizio previsto per i consiglieri regionali solo dopo due mandati. Ma di recente un blitz di Lega, Pd e Sel in commissione Bilancio ha fatto saltare tutto. Al Pirellone c’è perfino un sottosegretario che si occupa di Cinema, il leghista Massimo Zanello, nonostante nella giunta di Formigoni sia già presente l’assessore regionale alla Cultura, Massimo Buscemi del Pdl. Gli altri sottosegretari si occupano di Attuazione del programma e di Expo (Paolo Alli, braccio destro del governatore); Attrattività e promozione del territorio (Francesco Magnano, geometra di fiducia di Silvio Berlusconi). Università e ricerca (Alberto Cavalli, ex presidente della Provincia di Brescia, forzista e fedelissimo del ministro Mariastella Gelmini).

«Siamo al ridicolo — denuncia il segretario regionale del Pd, Maurizio Martina — Non si può accettare che un sottosegretario si occupi di cinema. Presenteremo una serie di mozioni e ordini del giorno per abolire questo spreco». Replica il capogruppo del Pdl in Regione, Paolo Valentini: «L’opposizione parla dei sottosegretari solo perché non è al governo. Quello che conta è il costo complessivo della Regione: in Lombardia è uno dei più bassi d’Italia in rapporto alla popolazione. Il resto sono solo chiacchiere».

A far discutere, però, sono anche i “delegati del presidente” che sono, invece, un’esclusiva della Lombardia introdotta solo nel 2010, anche per trovare un posto a chi non era stato eletto nella parte bassa del listino di Formigoni: quello dove spiccavano i nomi dell’ex igienista dentale Nicole Minetti e del fisioterapista personale del premier, Giorgio Puricelli. I delegati scelti da Formigoni sono ben cinque: tutti dovevano trovare un ruolo nella squadra del governatore. Guadagnano come i consiglieri regionali, circa novemila euro al mese, pari all’81 per cento dell’indennità percepita dai parlamentari. L’ex assessore Marco Pagnoncelli tiene i rapporti con gli Enti locali. Fabio Saldini, architetto di fiducia di Paolo Berlusconi di Moda, è a Design e tutela dei consumatori.

Monica Guarischi, sorella dell’ex consigliere regionale Massimo, si occupa di Pari opportunità. Roberto Baitieri, ex presidente della Fondazione club della Lombardia, di Promozione, sviluppo e innovazione delle aree montane. Gian Carlo Abelli, l’ex assessore ras della sanità lombarda oggi parlamentare del Pdl è, manco a dirlo, delegato a tenere i rapporti con il Parlamento. È l’unico che non percepisce uno stipendio dalla Regione, visto che ha scelto di optare per l’indennità di deputato. In compenso ha un ufficio, una segretaria e un’auto blu sempre a disposizione.

Le figure dei sottosegretari e dei delegati del governatore non piacciono nemmeno al capogruppo della Lega in Regione, Stefano Galli. Secondo lui «si potrebbe partire da lì per ridurre i costi della politica». Caustico il giudizio di Stefano Zamponi, capogruppo di Italia dei valori in consiglio regionale: «I sottosegretari — dice — sono figure inutili che in momenti come questi, in cui è necessario tirare la cinghia, dovrebbero essere eliminate. Invece spesso servono per trovare un posto a chi è stato bocciato dagli elettori».

Fra le spese del Pirellone spiccano anche quelle per i ben tre “comitati tecnicoscientifici” voluti in questi anni da Formigoni. Quello sulla Competitività, quello sul Welfare e quello sul Territorio. Ognuno è composto da quindici membri scelti tra imprenditori, banchieri, docenti universitari. Percepiscono un compenso di cinquemila euro l’anno più un gettone di 350 per ogni seduta alla quale partecipano. La loro soppressione comporterebbe un risparmio annuo di ben 225mila euro fissi, più altri 15.750 per i gettoni risparmiati per tutti e tre i comitati, supponendo che tutti i componenti siano presenti a tutte le riunioni. Il leader della Cisl lombarda Gigi Petteni attacca il governatore: «Le parole non bastano più. Formigoni sembra stanco delle questioni lombarde, privo di slancio. Se pensa ad altro, forse è meglio che si faccia da parte».

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lunedì 12 settembre 2011

raccolta firme referendum


Il Partito Democratico di Botticino aderisce all'invito del Comitato referendario e si impegna nella raccolta firme per proporre il referendum per l'abolizione dell'attuale legge elettorale, cosiddetta "porcellum"dalla definizione del suo artefice, l'attuale ministro Calderoli.
Una legge fortemente voluta da Berlusconi per eliminare le preferenze degli elettori e lasciare in mano ai capipartito la nomina dei parlamentari che poi, a causa di questo meccanismo, sono meri servi del capo.
Se vorrete aderire potrete dare il vostro contributo firmando l'apposito modulo che è disponibile pressso l'ufficio anagrafe, oppure domenica 18 dalle 10 alle 12 presso il circolo PD in via marconi 1, oppure giovedì 22 dalle 20.30 presso la sala carini in occasione dell'incontro pubblico organizzato dal circolo democratico "Un'altra manovra era possibile" con l'intervento del responsabile economico del pd bresciano matteo meroni e del sindaco di Botticino Mario Benetti. La parola ai cittadini...

domenica 4 settembre 2011

Un anno senza.


Dopo aver intitolato lo scorso 30 aprile il nostro circolo ad angelo vassallo, ricordandone lo spirirto e i valori che hanno accompagnato il suo percorso politico, oggi 5 settembre 2011 vogliamo ricordarlo ad un anno dalla sua morte. Le parole della moglie raccolte da Repubblica credo siano le più idonee.


La vedova del sindaco Vassallo
"Voglio giustizia per Angelo"

Un anno fa l'omicidio del primo cittadino di Pollica-Acciaroli. "Il buio su quella notte continua ma ho fiducia negli inquirenti, non provo odio verso il killer di mio marito"


POLLICA - «Spesso penso che da qualche parte nel mondo, proprio in questo momento, c’è una persona che dovrei odiare con tutte le mie forze. E invece no. Non riesco a provare odio né rabbia verso l’uomo che ha ucciso mio marito». È seduta in un angolo del suo ristorante, gli occhi vivi che guardano lontano. La voce si spezza. E sul viso di Angelina scende una lacrima.


«Ecco, almeno adesso sto piangendo. A volte, mi creda, non si riesce nemmeno a piangere». Un anno è passato, dall’omicidio di Angelo Vassallo, il sindaco pescatore di Pollica-Acciaroli assassinato mentre rincasava da un killer ancora senza nome, e un’altra estate è trascorsa in riva al mare del Cilento che quell’amministratore ambientalista e intransigente aveva amato e difeso con tutto se stesso. Non odia, Angelina. Ma chiede giustizia e aspetta soprattutto la risposta all’interrogativo che da quella notte la tormenta: «Voglio sapere cosa è successo quella sera, voglio sapere cosa può essere accaduto prima per arrivare fino a quel punto. Voglio sapere perché me l’hanno ammazzato, come è potuta capitare una cosa tanto grave in un paese come il nostro».

Lei che pensa, signora Angelina Vassallo?
«È da un anno che non riesco a trovare una spiegazione. Tante cose sono state dette e scritte. Ma il buio di quella notte continua».

Non riesce ad azzardare neppure uno scenario?
«Comincio a credere che ci sia dietro qualcosa di talmente grande che Angelo non immaginava e noi non potevamo capire. O forse qualcuno ha pensato che fosse a conoscenza di qualcosa o ne temeva un’iniziativa. Non lo so, davvero. A volte ci demoralizziamo, però continuo ad avere fiducia negli inquirenti. Stanno indagando e credo nel loro lavoro. Voglio giustizia, anche se Angelo non me lo restituisce nessuno».

Com’è cambiata la vita della sua famiglia in questi 12 mesi?
«Ogni giorno che passa è sempre più difficile. La mattina mi sveglio, guardo la sua fotografia e mi chiedo: cosa è successo? Sembra tutto irreale. Ci aspettano tempi difficili. Proviamo ad andare avanti. Il lavoro nel ristorante ci ha distratto un po’. Con i miei figli ci diamo coraggio, abbiamo una famiglia numerosa che ci aiuta. Angelo è con noi in ogni istante».

Acciaroli è cambiata, invece?
«Credo di no. Le persone che erano vicine ad Angelo stanno continuando il lavoro. Ci sono rimaste accanto. Per noi è importante anche solo sentirci dire da un amico: “Se hai bisogno di me, chiama”. Ci sentiamo meno soli».

C’è qualcosa o qualcuno che invece l’ha ferita?
«Si sono dette tante cose. Molte verità e qualche bugia. Angelo si faceva scivolare tutto. Tutti quelli che lo hanno conosciuto sanno che persona era, come amava la sua terra. Certo, sono uscite cattiverie e qualche cattiveria ce l’hanno pure fatta. Ma non ci interessa, si supera tutto».

Si riferisce al sequestro del ristorante?
«Superato anche questo, ci siamo tuffati nel lavoro come voleva Angelo. Ogni sera si informava su come andavano le cose».

Un anno fa lei ricordò che, dopo il delitto, tanti avevano rivolto un pensiero ad Angelo e che il presidente Napolitano le aveva scritto una lettera. Aggiunse che solo il premier Berlusconi non si era fatto sentire.
«È così. Devo ripeterlo».

Il Pd, invece? Si è detto che Vassallo era amareggiato per non essere stato preso in considerazione come candidato per incarichi di rilievo nazionale.
«Non entro in questo perchè non conosco. Mi viene in mente solo un detto che Angelo ripeteva: “Albero caduto, accetta, accetta”».

Che intendeva dire?
«Che quando non ci sei più, tutti si prendono i pezzi che restano. Non mi interessa più di tanto».

Su impulso del fratello Dario a Vassallo è intitolata una fondazione. Pollica si appresta a ricordarlo con manifestazioni e dibattiti. Per il Cilento suo marito è come un eroe.
«Ma io non voglio che venga ricordato come un eroe. Non lo era. Era solo un sindaco, una persona che amava la sua terra e voleva difenderne il territorio. Faceva il suo dovere perché era per quello che la gente lo aveva eletto. Ed è quello che dovrebbero fare tutti».


venerdì 26 agosto 2011

TAGLI UGUALI PER TUTTI?


Rientro dal lungo lavoro della festa della valverde e successivo meritato riposo nel dibattito politico italiano. Devo dire che non è stato facile stare zitto durante il calvario della manovra finanziaria che sta partorendo questo governo. Una manovra recessiva , senza spunti di crescita, senza stimoli per l'occupazione giovanile, con tagli pesanti ai comuni e quindi ai servizi di cui la gente ha veramente bisogno senza contare i tagli devastanti previsti dal prossimo anno per le detrazioni fiscali per figli a carico, per il lavoro dipendente, per le spese mediche e tutte le altre.

Possibile che non si sia capaci di fare un po' di ridistribuzione del reddito. possibile che si debba chiedere a chi fa fatica e non ci sia il coraggio di razzolare dove c'è abbondanza .
Persino il contributo di solidarietà ad oggi previsto al 5% per redditi superiori a 90mila euro e 10% per redditi sup a 150mila euro sembra debba scomparire. Penalizza il ceto medio!!! alla faccia del ceto medio!!!capisco che molte di queste persone (la maggior parte) siano dipendenti e paghino già parecchio, ma non possiamo continuare a tagliare i servizi.
Addirittura è previsto l'aumento dell'iva! più facile che far pagare l'1 % per cento a tutti passando dal 20 al 21 l'aliquota ordinaria . lo stesso uno per cento al milionario e al pensionato o dipendente monoreddito con famiglia a carico (si lo so qui sono un po' in conflitto di interessi).

Si deve avere il buon senso di aumentare l'iva sui beni di lusso. tassare i patrimoni immobiliari (solitamente frutto di evasione) , i capitali scudati, le rendite finanziarie come diceva già dieci anni fa vincenzo visco , e tagliare alcuni macroscopi privilegi di politica e pubblica amministrazione.
La grande ricetta di oggi è la tassa sull'evasione proposta dai geni della lega. La stessa lega che inveiva contro l'agenzia delle entrate per gli eccessivi controlli, contro visco "la sanguisuga" dopo aver partorito 3 ministeri a monza,dopo aver dato via libera ai nuovi tagli agli enti locali e al federalismo oggi sfodera dal cilindro la tassa sui redditi nascosti. Come possiamo tassare qualcosa che non si conosce. Già oggi se vengono scoperti degli evasori fiscali hnno delle pesanti sanzioni (se non hanno già nascosto tutto in svizzera).

Si dice che la speranza sia l'ultima ha morire. La mia se non lo era ancora è morta oggi. Dopo aver letto su l'Espresso http://espresso.repubblica.it/dettaglio/a-brancher-160-milioni-di-euro/2159120/24 l'ultima del duo Tremonti-Berlusconi. Qualche mese fa hanno costituito un nuovo ente denominato ODI -Organo di indirizzo- che dovra distribuire 8o milioni all'anno ai comuni lombardo veneti confinanti con il trentino. un po di mancia a tutti per farli contenti. 160 milioni da distribuire quest'anno per il biennio 2010-2011 con oculatezza e rigore. e chi mettono a presiedere questo organo?! Bondi? NOoo peggio. Cosentino?? no peggio . renzo bossi? noooo peggio! vabbè ve lo dico. Aldo Brancher. Sì, proprio lui, il deputato berlusconiano fresco di condanna definitiva per i reati di ricettazione e appropriazione indebita.
Tra un processo e l'altro, nel 2001 Brancher è diventato parlamentare, sottosegretario del premier Berlusconi e nel 2010 ministro per 17 giorni, giusto il tempo di avvalersi della legge sul legittimo impedimento, poi dichiarata incostituzionale. Ora è un onorevole pregiudicato. Per reati che dovrebbero sconsigliare di affidargli denaro pubblico: tecnicamente l'appropriazione indebita equivale a un furto aggravato, mentre l'accusa di ricettazione colpisce chi incassa un bottino rubato da altri ladri.

Io non ho parole. Chiedo solo un po' di decenza e rispetto per il popolo. E che l'autunno ci regali un nuovo governo. Speriamo in bene.
Buona fine estate a tutti. a presto.

andrea casali
coordinatore

mercoledì 13 luglio 2011

arriva la festa...


La nostra festa sta' arrivando. da giovedi 21 a domenica 7 agosto nella spendida cornice di Botticino, si terra' la solita festa della valverde. La solita arietta fresca che scende dalle colline. I soliti stand gastronomici con i tanto apprezzati menu'. La solita splendida organizzione, solito programma ricchissimo di eventi ludici e approfondimenti politici. Il solito modo per finanziare con tanto lavoro la nostra attività politica.
insomma la solita passione democratica.

Vi aspetttiamo numerosi.

mercoledì 29 giugno 2011

Se non ora quando?!

Chi ci segue sa che da tempo il PD Botticino sta caldeggiando la raccolta porta a porta dei rifiuti. E' la nostra scelta ambientale. Tante volte ci siamo scontrati con chi trova questo un metodo scomodo. A tutti voi propongo un bellissimo articolo trovato ieri sul corriere della sera.


Il quartiere di Gomorra modello per la differenziata

Raccolta «porta a porta» e molti cassonetti La soddisfazione Vittorio Bilardi, amministratore di condominio: «La raccolta è puntuale e ogni quindici giorni vengono a lavare i contenitori»

NAPOLI - Di fronte ai muri grigi delle vele ci sono le campane verdi e gialle per la plastica e per il vetro. Una l' hanno ribaltata, ma le altre sono tutte al loro posto e vengono usate per quel che servono. Sono piene ma non pienissime, segno che chi deve farlo le svuota regolarmente. I cassonetti invece sono vuoti, raro vederne così di questi tempi. Oltre lo stradone che costeggia i palazzoni a forma di triangolo, cominciano le strade dei parchi privati, via Ghisleri, via Bakù, via Fratelli Cervi. Condomini con i viali e i posti auto, qualcuno addirittura con il campo da calcetto e quello da tennis. Pure questa è Scampia, esattamente come lo è quella di Gomorra, quella con le piscine fuori terra messe sulle terrazze, le Jacuzzi negli appartamenti bui dei casermoni popolari, le vedette ai balconi e i ragazzi armati a guardia degli ingressi. Scampia non ha una faccia sola, non l' ha mai avuta. È terra di camorristi e di gente per bene che aveva comprato casa qui credendo nel progetto di un rione moderno in periferia come ci sono in tutte le grandi citta; è terra di scempi architettonici come le vele e di palazzi pieni di luce che altri quartieri se li sognano; è terra di bande di narcotrafficanti e di gruppi di volontari che organizzano teatro, sport e doposcuola per i bambini. L' unica cosa comune all' intero quartiere adesso è che qui l' emergenza spazzatura non è arrivata. E se a qualcuno venisse in mente che lo si deve a un ordine camorristico che tutto può, anche risparmiarsi il disastro che soffoca il resto della città, sia chiaro che sarebbe fuori strada. A Scampia c' è la raccolta differenziata spinta, quella porta a porta. Non in tutto il quartiere ma in buona parte. E funziona. Perciò per le strade non ci sono i cumuli e non ci sono i roghi come a Pianura, Agnano, Fuorigrotta e fino all' altro giorno pure in pieno centro. Via Monte Rosa è uno di quei posti di cui si è parlato sempre e solo per questioni di sangue. Nel maggio 1992 i fratelli Prestieri e due loro guardaspalle furono massacrati proprio qui, e fu colpito pure un innocente. Adesso non è che la camorra non ci sia più, intanto però non ci sono più i cassonetti della spazzatura. L' Asia - l' azienda che cura la raccolta dei rifiuti - li ha ritirati perché non ce n' è più bisogno. Da due mesi si fa la differenziata porta a porta. Ogni isolato ha la sua dotazione di bidoncini - bianco per la carta, marrone per l' umido, blu per il secco - e le sue scadenze da rispettare. Vittorio Bilardi, amministratore delle sessanta famiglie che abitano al numero 23, è soddisfatto: «La raccolta è puntuale e ogni quindici giorni vengono anche a lavare tutti i contenitori. Ne abbiamo chiesto qualcuno in più per il multimateriale perché le buste sono le più ingombranti. Ce li daranno». Anche al Parco dei Ciliegi sono soddisfatti. Adesso. Un mese e mezzo fa, invece non ne volevano sapere. Il Mattino del 17 maggio racconta di una mezza rivolta quando l' Asia venne a sistemare i contenitori davanti ai portoni di ogni scala. «Non li vogliamo sotto casa, puzzano», urlavano gli abitanti, «la spazzatura l' abbiamo sempre portata fuori e vogliamo continuare a fare così». Adesso guai a chi glieli tocca, quei cassonetti. Antonio Fogliano, funzionario Enel in pensione, uno che invece aveva capito fin dal primo momento che quei nuovi contenitori rappresentavano una svolta importante, è quasi orgoglioso: «Certo, sarebbe meglio se l' umido lo venissero a raccogliere quattro volte a settimana anziché tre, perché tenersi la spazzatura in casa dal sabato al martedì, specialmente ora che è estate, non è il massimo. Ma se non avessimo la differenziata avremmo i cumuli di spazzatura come ce li hanno dall' altra parte di questa strada, dove Scampia finisce e comincia Melito. Io li ho visti quei cumuli, e compatisco chi ci vive vicino. Qui invece non c' è puzza: dovrebbe essere così dapertutto». Anche al Parco Lucrezia, in via Ghisleri, fanno la differenziata e funziona bene. Però qualcuno aveva cominciato male, e i contenitori dell' umido si riempivano anche quando non avrebbero dovuto, perché con il porta a porta i sacchetti si possono buttare solo in ore prestabilite del giorno precedente a quello di raccolta. Invece c' era chi li buttava quando gli pareva. Ha risolto il portiere: ha messo i lucchetti ai contenitori, e li sblocca solo quando è consentito portarci la spazzatura. Pur di far funzionare la differenziata, anche un po' di maniere forti in fondo non guastano.

Bufi Fulvio

lunedì 13 giugno 2011

Tutti a Pontida!!!
Questo Governo fa ben poco e quel poco che ha fatto in questi anni, è stato affossato da una valanga di sì.

La Lega serva di Berlusconi dice di essere stanca di prendere sberle dagli elettori e anche dai suoi militanti ormai stanchi di essere a servizio del capo.

Probabilmete domenica a Pontida alzeranno ancora la voce, per poi tornare a Roma a dividersi le poltrone.

Sempre più lontani dal Nord, dalle imprese e dai cittadini.

lunedì 30 maggio 2011


ARIA FRESCA

Siamo arrivati a queste elezioni amministrative col fiato sospeso. Il voto non era solo una scelta tra un sindaco o un altro. La preoccupazione principale era che il voto legittimasse i modi del Presidente del Consiglio. Uomo dello Stato che non perde occasione per andare contro le istituzioni costituzionali. L’accusa di brigatismo giudiziario; i manifesti contro le Brigate Rosse in toga;la denuncia di patti scellerati tra i suoi oppositori politici e i pubblici ministeri;la denigrazione della Carta fondamentale;il disprezzo per la Corte Costituzionale; la denuncia dei “troppi poteri” del Capo del Stato; il rimpianto per l’immunità parlamentare. Insomma un premier estremista , sempre alla ricerca dello scontro urlato, incapace tra l’altro di governare il nostro paese ormai al collasso.

Il voto amministrativo è stato trasformato da lui stesso in un plebiscito pro o contro Berlusconi. Come sempre. E troppe volte in passato i cittadini lo hanno premiato. La preoccupazione di tanti Democratici che ho avuto modo di incontrare era questa: sarà legittimato questo modo populista e anti italiano di fare politica? La risposta è stata chiarissima. La volontà popolare (da lui tanto sventolata) si è fatta sentire: lo ha bocciato dimezzandogli i voti e negandogli il plebiscito. In tutto il paese è stato clamorosamente sconfitto. E soprattutto è stato castigato questo modo di fare politica.

La gente, anche la sua gente, ha incoronato gente nuova. Diversa. Rispettosa delle regole e delle istituzioni. Da Milano fino a Napoli. Dalla sua città fino alla terra dei suoi successi con i rifiuti in 53 giorni. Rischio forse di esagerare , ma sembra veramente che la stagione berlusconiana stia per finire. E’ ora di ripartire con modi nuovi. Diffondere nei cittadini il rispetto delle Istituzioni Democratiche, il senso dello stato di diritto, il valore della legalità e della trasparenza. Sono proprio i cittadini che lo chiedono.

Il b-day sembra avvicinarsi. Lui vuole restare al suo posto nonostante tutto, ma ormai è delegittimato. Si è delegittimato. Riuscirà a trascinare la Lega nel baratro oppure lo lasceranno precipitare da solo?

Noi Democratici siamo pronti. Sia ad andare alle elezioni politiche, sia ad impegnarci in un governo di emergenza che sappia dare una ricetta urgente per l’economia, la scuola pubblica , per gli stranieri, per le professioni, per le imprese, per le energie e per tutto ciò che negli ultimi anni è stato trascurato. E lo faremo nel rispetto delle Istituzioni e dei cittadini. Come sempre.

Buona primavera .

Andrea Casali

Coordinatore Circolo PD Botticino

domenica 1 maggio 2011

intitolazione ad angelo vassallo


QUANDO LA POLITICA DIVENTA PROTAGONISTA

Sabato 30 aprile, h 17.00: a Botticino va in scena la politica, quella vera, con la P maiuscola. Quella in cui i suoi rappresentanti e le sue peculiarità più significative, sanno raccontare di un sindaco, di un uomo semplice e “invisibile” agli occhi dei potenti, che ha costruito e realizzato un sogno collettivo: la perfetta sintonia tra cittadini e territorio, fra benessere individuale e interesse collettivo. Parliamo di Angelo Vassallo a cui è stato intitolato il circolo PD di Botticino. Il convegno “Diritto al futuro, dovere del presente” è stato animato da un dibattito pacato, intenso, in alcuni momenti carico di pathos autentico; ben articolati gli interventi di Andrea Casali, Gianbattista Ferrari, Mario Benetti, Fernando Scarlata. Decisamente pregnante la presenza del fratello di Angelo Vassallo, Dario Vassallo portatore di una testimonianza in cui l’affetto si fonde perfettamente con la volontà di far proseguire l’azione politica e civile di Angelo. Teatro gremito, volti attenti, ascolto rispettoso e partecipe, facce pulite e sguardi sereni dei relatori che affrontano tematiche impegnative come sviluppo e sostenibilità ambientali, criminalità organizzata, rapporto tra etica e politica, diritti costituzionali.

h 18.30: l’inno di Mameli e la scoperta della nuova targa che sarà affissa all’ingresso del Circolo, concludono una tappa importante del cammino politico del PD di Botticino che nel nome di Angelo Vassallo assume un impegno in più nella sua agenda operativa e propositiva.

sabato 30 aprile 2011


mi è capitato di ascoltare recentemente la figlia di aldo moro. e di fronte all'"urlo di dolore " di un giovane presente al convegno ha commentato questo articolo della costituzione.

Lui: Come si può pensare che la nostra Costituzione sia pilastro della società e bussola per i giovani quando il primo articolo dice che la Repubblica è fondata sul lavoro mentre la disoccupazione giovanile è vicina al 30%?!

Lei: Capisco e comprendo il tuo urlo di dolore. Ma questo articolo va al di là del posto di lavoro. Ricordatevi che grande fu il dibattito in sede di assemblea costituente. Si scelse "lavoro" piuttosto che "lavoratore" per evidenziare che l'impegno e il sacrificio sono fondamenta della vita democratica.

Buon primo maggio.