sabato 17 settembre 2011

VERGOGNA!


FORMIGONI:PRIMA LE FIRME FALSE ED ORA REGALONI PER TUTTI GLI AMICI. Pubblichiamo questo dossier di "Repubblica" che fa capire come affronta la crisi il governatore della Regione Lombardia

I sottosegretari d'oro di Formigoni
un milione e mezzo di euro all'anno

In tempo di crisi, ecco le nuove figure introdotte dalla Regione Lombardia. Sono quattro
e si occupano di cinema, Expo, territorio e ricerca. L'opposizione: uno spreco da abolire

Sono quattro e ogni anno costano ai lombardi circa un milione e mezzo di euro. Sono i sottosegretari di Roberto Formigoni. In tempi di crisi, si concentra su di loro l’accusa dell’opposizione di centrosinistra che da tempo chiede di tagliare anche in Regione i costi della politica. Previsti dal nuovo statuto, che ha copiato l’idea da Calabria ed Emilia (però ne hanno solo uno), i sottosegretari del governatore guadagnano come i presidenti di commissione. Compreso lo staff, ciascuno costa 184mila euro l’anno.

Questi “magnifici quattro” costano ogni anno alle casse del Pirellone circa un milione e mezzo di euro, hanno diritto a una segreteria composta da un responsabile e tre addetti. La maggioranza di centrodestra aveva deciso di concedere loro anche il vitalizio previsto per i consiglieri regionali solo dopo due mandati. Ma di recente un blitz di Lega, Pd e Sel in commissione Bilancio ha fatto saltare tutto. Al Pirellone c’è perfino un sottosegretario che si occupa di Cinema, il leghista Massimo Zanello, nonostante nella giunta di Formigoni sia già presente l’assessore regionale alla Cultura, Massimo Buscemi del Pdl. Gli altri sottosegretari si occupano di Attuazione del programma e di Expo (Paolo Alli, braccio destro del governatore); Attrattività e promozione del territorio (Francesco Magnano, geometra di fiducia di Silvio Berlusconi). Università e ricerca (Alberto Cavalli, ex presidente della Provincia di Brescia, forzista e fedelissimo del ministro Mariastella Gelmini).

«Siamo al ridicolo — denuncia il segretario regionale del Pd, Maurizio Martina — Non si può accettare che un sottosegretario si occupi di cinema. Presenteremo una serie di mozioni e ordini del giorno per abolire questo spreco». Replica il capogruppo del Pdl in Regione, Paolo Valentini: «L’opposizione parla dei sottosegretari solo perché non è al governo. Quello che conta è il costo complessivo della Regione: in Lombardia è uno dei più bassi d’Italia in rapporto alla popolazione. Il resto sono solo chiacchiere».

A far discutere, però, sono anche i “delegati del presidente” che sono, invece, un’esclusiva della Lombardia introdotta solo nel 2010, anche per trovare un posto a chi non era stato eletto nella parte bassa del listino di Formigoni: quello dove spiccavano i nomi dell’ex igienista dentale Nicole Minetti e del fisioterapista personale del premier, Giorgio Puricelli. I delegati scelti da Formigoni sono ben cinque: tutti dovevano trovare un ruolo nella squadra del governatore. Guadagnano come i consiglieri regionali, circa novemila euro al mese, pari all’81 per cento dell’indennità percepita dai parlamentari. L’ex assessore Marco Pagnoncelli tiene i rapporti con gli Enti locali. Fabio Saldini, architetto di fiducia di Paolo Berlusconi di Moda, è a Design e tutela dei consumatori.

Monica Guarischi, sorella dell’ex consigliere regionale Massimo, si occupa di Pari opportunità. Roberto Baitieri, ex presidente della Fondazione club della Lombardia, di Promozione, sviluppo e innovazione delle aree montane. Gian Carlo Abelli, l’ex assessore ras della sanità lombarda oggi parlamentare del Pdl è, manco a dirlo, delegato a tenere i rapporti con il Parlamento. È l’unico che non percepisce uno stipendio dalla Regione, visto che ha scelto di optare per l’indennità di deputato. In compenso ha un ufficio, una segretaria e un’auto blu sempre a disposizione.

Le figure dei sottosegretari e dei delegati del governatore non piacciono nemmeno al capogruppo della Lega in Regione, Stefano Galli. Secondo lui «si potrebbe partire da lì per ridurre i costi della politica». Caustico il giudizio di Stefano Zamponi, capogruppo di Italia dei valori in consiglio regionale: «I sottosegretari — dice — sono figure inutili che in momenti come questi, in cui è necessario tirare la cinghia, dovrebbero essere eliminate. Invece spesso servono per trovare un posto a chi è stato bocciato dagli elettori».

Fra le spese del Pirellone spiccano anche quelle per i ben tre “comitati tecnicoscientifici” voluti in questi anni da Formigoni. Quello sulla Competitività, quello sul Welfare e quello sul Territorio. Ognuno è composto da quindici membri scelti tra imprenditori, banchieri, docenti universitari. Percepiscono un compenso di cinquemila euro l’anno più un gettone di 350 per ogni seduta alla quale partecipano. La loro soppressione comporterebbe un risparmio annuo di ben 225mila euro fissi, più altri 15.750 per i gettoni risparmiati per tutti e tre i comitati, supponendo che tutti i componenti siano presenti a tutte le riunioni. Il leader della Cisl lombarda Gigi Petteni attacca il governatore: «Le parole non bastano più. Formigoni sembra stanco delle questioni lombarde, privo di slancio. Se pensa ad altro, forse è meglio che si faccia da parte».

S

lunedì 12 settembre 2011

raccolta firme referendum


Il Partito Democratico di Botticino aderisce all'invito del Comitato referendario e si impegna nella raccolta firme per proporre il referendum per l'abolizione dell'attuale legge elettorale, cosiddetta "porcellum"dalla definizione del suo artefice, l'attuale ministro Calderoli.
Una legge fortemente voluta da Berlusconi per eliminare le preferenze degli elettori e lasciare in mano ai capipartito la nomina dei parlamentari che poi, a causa di questo meccanismo, sono meri servi del capo.
Se vorrete aderire potrete dare il vostro contributo firmando l'apposito modulo che è disponibile pressso l'ufficio anagrafe, oppure domenica 18 dalle 10 alle 12 presso il circolo PD in via marconi 1, oppure giovedì 22 dalle 20.30 presso la sala carini in occasione dell'incontro pubblico organizzato dal circolo democratico "Un'altra manovra era possibile" con l'intervento del responsabile economico del pd bresciano matteo meroni e del sindaco di Botticino Mario Benetti. La parola ai cittadini...

domenica 4 settembre 2011

Un anno senza.


Dopo aver intitolato lo scorso 30 aprile il nostro circolo ad angelo vassallo, ricordandone lo spirirto e i valori che hanno accompagnato il suo percorso politico, oggi 5 settembre 2011 vogliamo ricordarlo ad un anno dalla sua morte. Le parole della moglie raccolte da Repubblica credo siano le più idonee.


La vedova del sindaco Vassallo
"Voglio giustizia per Angelo"

Un anno fa l'omicidio del primo cittadino di Pollica-Acciaroli. "Il buio su quella notte continua ma ho fiducia negli inquirenti, non provo odio verso il killer di mio marito"


POLLICA - «Spesso penso che da qualche parte nel mondo, proprio in questo momento, c’è una persona che dovrei odiare con tutte le mie forze. E invece no. Non riesco a provare odio né rabbia verso l’uomo che ha ucciso mio marito». È seduta in un angolo del suo ristorante, gli occhi vivi che guardano lontano. La voce si spezza. E sul viso di Angelina scende una lacrima.


«Ecco, almeno adesso sto piangendo. A volte, mi creda, non si riesce nemmeno a piangere». Un anno è passato, dall’omicidio di Angelo Vassallo, il sindaco pescatore di Pollica-Acciaroli assassinato mentre rincasava da un killer ancora senza nome, e un’altra estate è trascorsa in riva al mare del Cilento che quell’amministratore ambientalista e intransigente aveva amato e difeso con tutto se stesso. Non odia, Angelina. Ma chiede giustizia e aspetta soprattutto la risposta all’interrogativo che da quella notte la tormenta: «Voglio sapere cosa è successo quella sera, voglio sapere cosa può essere accaduto prima per arrivare fino a quel punto. Voglio sapere perché me l’hanno ammazzato, come è potuta capitare una cosa tanto grave in un paese come il nostro».

Lei che pensa, signora Angelina Vassallo?
«È da un anno che non riesco a trovare una spiegazione. Tante cose sono state dette e scritte. Ma il buio di quella notte continua».

Non riesce ad azzardare neppure uno scenario?
«Comincio a credere che ci sia dietro qualcosa di talmente grande che Angelo non immaginava e noi non potevamo capire. O forse qualcuno ha pensato che fosse a conoscenza di qualcosa o ne temeva un’iniziativa. Non lo so, davvero. A volte ci demoralizziamo, però continuo ad avere fiducia negli inquirenti. Stanno indagando e credo nel loro lavoro. Voglio giustizia, anche se Angelo non me lo restituisce nessuno».

Com’è cambiata la vita della sua famiglia in questi 12 mesi?
«Ogni giorno che passa è sempre più difficile. La mattina mi sveglio, guardo la sua fotografia e mi chiedo: cosa è successo? Sembra tutto irreale. Ci aspettano tempi difficili. Proviamo ad andare avanti. Il lavoro nel ristorante ci ha distratto un po’. Con i miei figli ci diamo coraggio, abbiamo una famiglia numerosa che ci aiuta. Angelo è con noi in ogni istante».

Acciaroli è cambiata, invece?
«Credo di no. Le persone che erano vicine ad Angelo stanno continuando il lavoro. Ci sono rimaste accanto. Per noi è importante anche solo sentirci dire da un amico: “Se hai bisogno di me, chiama”. Ci sentiamo meno soli».

C’è qualcosa o qualcuno che invece l’ha ferita?
«Si sono dette tante cose. Molte verità e qualche bugia. Angelo si faceva scivolare tutto. Tutti quelli che lo hanno conosciuto sanno che persona era, come amava la sua terra. Certo, sono uscite cattiverie e qualche cattiveria ce l’hanno pure fatta. Ma non ci interessa, si supera tutto».

Si riferisce al sequestro del ristorante?
«Superato anche questo, ci siamo tuffati nel lavoro come voleva Angelo. Ogni sera si informava su come andavano le cose».

Un anno fa lei ricordò che, dopo il delitto, tanti avevano rivolto un pensiero ad Angelo e che il presidente Napolitano le aveva scritto una lettera. Aggiunse che solo il premier Berlusconi non si era fatto sentire.
«È così. Devo ripeterlo».

Il Pd, invece? Si è detto che Vassallo era amareggiato per non essere stato preso in considerazione come candidato per incarichi di rilievo nazionale.
«Non entro in questo perchè non conosco. Mi viene in mente solo un detto che Angelo ripeteva: “Albero caduto, accetta, accetta”».

Che intendeva dire?
«Che quando non ci sei più, tutti si prendono i pezzi che restano. Non mi interessa più di tanto».

Su impulso del fratello Dario a Vassallo è intitolata una fondazione. Pollica si appresta a ricordarlo con manifestazioni e dibattiti. Per il Cilento suo marito è come un eroe.
«Ma io non voglio che venga ricordato come un eroe. Non lo era. Era solo un sindaco, una persona che amava la sua terra e voleva difenderne il territorio. Faceva il suo dovere perché era per quello che la gente lo aveva eletto. Ed è quello che dovrebbero fare tutti».