mercoledì 17 ottobre 2012
MA I GIORNALI CI FANNO O CI SONO?
IL PD E' UN ORGANISMO COLLETTIVO, CHE SI E' DATO REGOLE E CHE LE RISPETTA. NON C'E' UN RE CHE DECIDE PER TUTTI.
Su tutta la stampa si leggono da giorni, ricostruzioni sul tema delle candidature, del rinnovamento, delle deroghe per l'elezione dei parlamentari del Pd che hanno fatto più di tre legislature.
Su questo tema bisogna partire da alcuni punti fermi. Primo: il Pd è nato per ripristinare un percorso democratico e per contrastare nei fatti, anche nei comportamenti e nella organizzazione come partito, l'idea che sia giusto affidarsi a un uomo solo al comando, che vi sia l'uomo della provvidenza che tutto sa e tutto decide per il meglio.
Secondo: anche per questo motivo sono state previste procedure di partecipazione collettiva alla scelta dei candidati alle diverse cariche nel Paese.
00187 Roma . Via Sant'Andrea delle Fratte, 16 . Tel. 06/695321
Terzo: Bersani, più di ogni altro, ha fatto di questo tema del collettivo, una sua battaglia, anche a costo di andare controcorrente quando per settimane la stampa (e non solo) martellava sul tema del carisma, del papa straniero, della scelta di un leader della provvidenza anche per il centrosinistra.
Quarto: lo Statuto del Pd è chiarissimo e solo chi non ama tenere conto delle regole può ignorarlo. Articolo 21, commi 3, 8 e 9. Comma 3: " Non è ricandidabile da parte del Partito Democratico per la carica di componente del Parlamento nazionale ed europeo chi ha ricoperto detta carica per la durata di tre mandati". Comma 8: "Eventuali deroghe alle disposizioni di cui ai commi precedenti, ad esclusione dei comma 2 e 4, devono essere deliberate dalla Direzione nazionale con il voto favorevole della maggioranza assoluta dei suoi componenti, su proposta motivata dell'Assemblea del livello territoriale corrispondente all'organo istituzionale per il quale la deroga viene richiesta. Per le cariche istituzionali europee, la proposta viene formulata dalla medesima Direzione nazionale". Comma 9: "La deroga può essere concessa soltanto sulla base di una relazione che evidenzi in maniera analitica il contributo fondamentale che, in virtù dall'esperienza politico-istituzionale, delle competenze e della capacità di lavoro, il soggetto per il quale viene richiesta la deroga potrà dare nel successivo mandato all'attività del Partito Democratico attraverso l'esercizio della specifica carica in questione. La deroga può essere concessa, su richiesta esclusiva degli interessati, per un numero di casi non superiore, nella stessa elezione, al 10% degli eletti del Partito Democratico nella corrispondente tornata elettorale precedente".
E' in questo contesto che va collocato il dibattito di questi giorni sulle candidature. Che cosa ha detto ieri Bersani a Repubblica tv? "Serve rispetto delle persone e delle regole, sono uno che farà applicare la regola: chi ha fatto più di 15 anni deve chiedere una deroga singolarmente alla Direzione nazionale". "Io dunque non chiederò a D'Alema di
candidarsi, io non chiedo a nessuno di candidarsi. Non c'è uno che decide chi va e chi no". "L'esigenza di rinnovamento c'è, la si fa con serietà, sono certo nella responsabilità e generosità di chi ha fatto il Pd e che va rispettato". Quanto al rinnovamento bisogna tenere anche conto che "c'è gente che ne ha fatta una sola di legislatura e si chiama Scilipoti o Calearo. Sarà dunque ora di guardare questa cosa del rinnovamento in modo un po' più serio".
Che cosa ha detto Massimo D'Alema? "Sono del tutto d'accordo con Bersani, che giustamente ha ricordato una procedura dello statuto, che del resto mi è nota, per cui è l'organo collegiale che decide. Ha ragione Bersani, non spetta a lui decidere. D'altro canto non mi ero rivolto a lui, mi ero rivolto al partito"."Non spetta a nessun eventuale vincitore delle primarie decidere le candidature, perché come dice lo statuto le liste vengono decise dalla direzione del partito. Mi sembra del tutto appropriato e corretto".
Già si fa fatica ad andare d'accordo a volte nel PD, ma forse è ora di smetteterla di fare disinformazione. Lasciateci fare queste splendide primarie.
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